Arriva l’olio nuovo. E chi raccoglie le olive? Il turista

di Andrea Guolo

In Umbria, nelle colline di Torgiano, Lungarotti propone un’esperienza di fatica (moderata), relax, cultura e degustazioni

Per le olive è arrivato il momento della raccolta. Quest’anno le operazioni sono iniziate nella seconda metà di ottobre, con marcate differenze a seconda dei luoghi di coltivazione, ma ormai l’olio nuovo inizia a essere realtà. Nei prossimi mesi, c’è chi potrà accogliere gli amici e i familiari nelle proprie case, presentare la bottiglia di extravergine dop e dire, senza poter essere smentito: “Quest’olio è anche un po’ mio, perché le olive le ho raccolte con le mie mani”.

Una vita dura, quella del raccoglitore di olive, che oggi però si trasforma in esperienza (confortevole) per gli enoturisti che si vogliono mettere alla prova. Enoturisti? Sì, c’entra anche il vino. Perché a offrire la possibilità di soggiornare tra vigneti e oliveti è un nome di spicco della produzione vitivinicola e olearia dell’Umbria. Si tratta di Lungarotti, che nel suo agriturismo Poggio alle Vigne, sulla collina che da Torgiano va verso Brufa, ha deciso di coinvolgere i propri ospiti nella raccolta.

Picnic tra le vigne in Lungarotti, nella tenuta di Torgiano

FINO A METÀ NOVEMBRE

Abbiamo iniziato le operazioni lunedì 18 ottobre – racconta Chiara Lungarotti, amministratore delegato della società – con le olive da cui estrarremo il nostro olio dop Colli Martani, e proseguiremo fino alla metà di novembre quando concluderemo la raccolta per l’olio bio Cantico. Da quest’anno, novità assoluta, proponiamo un pacchetto che prevede accoglienza e coinvolgimento degli ospiti nelle operazioni di raccolta. Iniziamo con le olive, ma dal prossimo anno l’esperimento si estenderà all’uva, perché ci piace l’idea di coinvolgere chi soggiorna da noi nella vita in campagna”.

Non appena ha preso il via l’attività, a Poggio alle Vigne sono arrivate le prime adesioni. Si tratta di uno step ulteriore per un progetto che ha dato il via a una vera e propria fattoria didattica nel territorio di Torgiano, dove si trova la tenuta più estesa (230 ettari di proprietà, certificata Viva dal 2018) del gruppo Lungarotti, presente anche a Montefalco con una ventina di ettari a conduzione biologica da ormai dieci anni.

Chiara Lungarotti (foto di Paolo Tosti)

UN RIFUGIO PER DUE

Poggio alle Vigne è un casolare del XVII° secolo ristrutturato, composto da 10 appartamenti curati nei minimi dettagli e dotato di una spettacolare piscina pensile tra le vigne. “Lo abbiamo aperto al pubblico nel 1994 ed è la base del nostro progetto accoglienza, il primo di una serie di casolari di proprietà che ristruttureremo per offrire a chi ama l’Umbria il pieno contatto con la natura. Oltre alla struttura centrale, possiamo offrire un’esperienza ancora più intima, per sole due persone, nella nostra depandance Il Poggiolo, un romantico nido tra i vigneti ideale per una vacanza in coppia” precisa Lungarotti.

IL POLO MUSEALE

Raccolta delle olive a parte, sono tante le attività offerte a Poggio alle Vigne. Tra queste: wine tasting, passeggiate a cavallo tra i vigneti (spettacolari in autunno per atmosfera e colori), trekking guidato, attività wellness, picnic e poi tanta cultura rurale. In fatto di attività museali, Lungarotti rappresenta un’eccellenza e non solo a livello nazionale. Fu Giorgio Lungarotti, padre di Chiara, ad avere l’intuizione che il binomio vino-cultura avrebbe potuto rappresentare la chiave di volta per promuovere il territorio umbro e renderlo ancor più attraente dal punto di vista turistico. Assieme alla moglie Maria Grazia, diede il via a un progetto che oggi fa capo alla Fondazione Lungarotti Onlus, attiva da oltre 30 anni nella promozione della cultura del vino dell’olio e nella tutela del patrimonio artistico e dei “mestieri d’arte” della tradizione umbra. E che a Torgiano gestisce le attività del Museo del Vino (Muvit) e del Museo dell’Olivo e dell’Olio (Moo) e cura mostre, eventi e pubblicazioni.

Muvit (Fondazione Lungarotti, Torgiano)

LA FOOD EXPERIENCE

L’offerta di Lungarotti non si limita a tutto questo. C’è anche la ristorazione, con due possibilità di scelta. La prima è l’Enoteca della Cantina, all’interno delle cantine aziendali a Torgiano, il cui piatto-icona, durante la stagione della vendemmia, sono le caserecce con salsiccia e uva; con la bella stagione, in assenza di uva appena raccolta, ci si può consolare degustando piatti e vini sotto un pergolato di glicine. La seconda è l’Osteria del Museo, wine bar adiacente alla struttura museale, che propone i piatti della tradizione umbra (zuppe, salumi, formaggi) in abbinamento con i vini Lungarotti. Infine, nella tenuta di Montefalco, si organizzano su richiesta dei light lunch in cantina, all’interno o all’esterno in mezzo alla vigna, all’ombra delle grandi querce.

Sul sito aziendale si possono trovare e prenotare diverse formule per godere appieno l’esperienza in Lungarotti, fino ad arrivare al private tour per sole due persone con gran finale a tavola.

L’olio bio Cantico