Kornell, sette secoli di storia in Alto Adige

A Settequerce, la tenuta di proprietà della famiglia Brigl porta avanti la tradizione altoatesina dei vini rossi, con un occhio di riguardo per i bordolesi

di redazione
Kornell, sette secoli di storia in Alto Adige

“Le origini della nostra tenuta sono quella piccola casa gialla. È la parte storica, ospitava la prima cantina”, ci racconta Josef Seebacher, responsabile vendite di Weingut Kornell, azienda vitivinicola che dal 1927 appartiene alla famiglia Brigl ma la cui storia parte molto prima. Le prime tracce risalgono infatti al 1190. Siamo a Settequerce, frazione di Terlano, Alto Adige. La proprietà ha raccolto un’eredità antica trasformandola, nel corso di quasi un secolo, in un progetto sempre più concentrato sui grandi vini rossi dell’Alto Adige, vocazione portata avanti anche in un’epoca come quella attuale in cui la provincia di Bolzano tende, assecondando le richieste di mercato, a sostituire i vitigni a bacca rossa con quelli a bacca bianca.

IL SEGNO DEL GRIFONE
Anticamente il complesso dell’attuale Kornell faceva parte del Castel del Grifo o Grifone, di cui oggi restano alcune testimonianze, comprese quelle sull’etichetta dei vini che presenta proprio il logo del grifone. All’epoca la struttura era legata alla vita del castello: due fratelli della famiglia Marith gestivano le diverse attività, uno insediato nella fortezza e l’altro impegnato nell’agricoltura e nell’allevamento. Più tardi, nel 1450, venne realizzata la casa principale, che per un lungo periodo appartenne all’abbazia di Muri-Gries, a Bolzano. Non era propriamente un monastero, ma una sorta di presidio attraverso il quale l’abbazia amministrava i beni situati fuori Bolzano. Una piccola chiesa e alcuni ambienti di servizio completavano il complesso. La documentazione storica racconta già allora di vendemmie e di produzioni sia bianche sia rosse, a testimonianza di una vocazione vitivinicola consolidata ben prima che la moderna classificazione dei vini altoatesini prendesse forma.
La famiglia Brigl arriva a Kornell molto più tardi, nel 1927. E con il suo arrivo decide di affiancare alla produzione di bianchi quella dei rossi, portando progressivamente la tenuta verso una vocazione che oggi appare quasi naturale. Kornell era infatti già conosciuta per i suoi vitigni di origine bordolese: Merlot e Cabernet venivano coltivati in purezza e furono presentati alla mostra di Bolzano già nel 1881. Una testimonianza precoce di quella che sarebbe diventata una delle caratteristiche distintive della cantina.

Josef Seebacher, responsabile vendite di Weingut Kornell (foto di Gilberto Bertini)

A SUD I BIANCHI, A NORD I ROSSI
Oggi il percorso è ancora più netto. Se un tempo la produzione era divisa quasi equamente tra bianchi e rossi, la Tenuta Kornell si sta orientando sempre più verso questi ultimi, per una precisa lettura del territorio. I vigneti attorno alla tenuta si trovano a circa 350 metri di quota, su suoli porfirici di origine vulcanica. È una terra che, secondo la visione aziendale, favorisce vini capaci di esprimere soprattutto eleganza, componente speziata e note affumicate, più che una semplice ricerca di concentrazione e frutto. E anche il clima contribuisce a questa identità: esposizione a sud e temperature estive elevate, anche oltre i 35 gradi nelle ore più calde, si protraggono fino alla sera e permettono alle uve rosse di completare la maturazione. La vendemmia può così iniziare con il Lagrein a metà o fine settembre e proseguire fino a metà ottobre, arrivando anche al 15-20 del mese con le varietà più tardive come il Cabernet. In quel periodo l’escursione termica diventa particolarmente importante. E i vitigni “bianchi”, in questo microclima, tenderebbero a raggiungere livelli di maturazione e di alcol potenziale troppo elevati. Per questo la famiglia Brigl ha investito, tra il 2003 e il 2006, in una seconda zona produttiva, sull’altro versante della valle, a circa 600-650 metri di altitudine, dedicata ai bianchi. In linea d’aria dista appena tre chilometri e mezzo dalla tenuta, ma climaticamente è un’altra cosa: la temperatura media annuale è di circa cinque gradi più bassa, il sole arriva al mattino e favorisce l’asciugatura delle viti, mentre nel pomeriggio l’ombra della Mendola contribuisce a creare condizioni decisamente più fresche. Il risultato è un microclima ideale per le uve a bacca bianca, che possono essere raccolti anche due o tre settimane dopo rispetto alle uve della tenuta di Settequerce, con livelli di maturazione più equilibrati e un potenziale alcolico intorno al 12-12,5%. Ed è così che Kornell ha costruito la propria identità contemporanea. Da una parte il porfido, il calore e le lunghe esposizioni di Settequerce, territorio privilegiato per i rossi; dall’altra l’altitudine e le temperature più fresche, ideali per preservare acidità e finezza nei bianchi. La gamma riflette questa doppia anima, con Pinot Bianco, Sauvignon e Gewürztraminer accanto a Lagrein, Merlot e Cabernet.

Lo spazio degustazioni in azienda (foto di Gilberto Bertini)

SOGGIORNO TRA I VIGNETI

L’accoglienza da Kornell prevede naturalmente la possibilità di visitare la cantina e degustare i vini prodotti a Settequerce e sul versante opposto della valle, ma c’è anche l’opzione soggiorno e vacanza nel vigneto. Kornell dispone della Schafferhaus, l’edificio più antico, tutelato come monumento storico, che prende il nome dagli Schaffer, i viticoltori a servizio della nobile famiglia Seyffertitz-Wolkenstei. Da quell’edificio sono stati ricavati due appartamenti che consentono agli ospiti di trascorrere le proprie giornate ammirando panorami spettacolari, diventando la base per visitare il territorio o un’alternativa rispetto a un “normale” soggiorno in un hotel della vicina Bolzano. Per chi invece fosse interessato alla sola visita, la giornata di riferimento è quella del venerdì: al mattino c’è la visita guidata in italiano e in inglese, al pomeriggio in tedesco. Su richiesta, si organizzano visite private con degustazioni per gruppi di persone.

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