Mirabella prepara il suo relais in Franciacorta

di Andrea Guolo

La cantina della famiglia Schiavi, portabandiera del Pinot bianco metodo classico, ha in programma la trasformazione di un immobile storico in struttura di accoglienza per i wine lovers

In Franciacorta l’enoturismo è diventato una realtà fondamentale per la promozione del territorio e del suo metodo classico. La maggior parte delle cantine presenti nella denominazione bresciana ha investito per accogliere i visitatori, con eccellenti ritorni in termini di visite e di business. Tuttavia, non sono poi molte le realtà che offrono anche il pernottamento all’interno della proprietà. Le cose però stanno cambiando perché sono in programma tanti investimenti e tra questi spicca il progetto che sta per lanciare Mirabella.

Da sinistra: Alberto, Teresio e Alessandro Schiavi (ph Del Prato)

LA STORIA DEL PINOT BIANCO IN FRANCIACORTA

L’azienda della famiglia Schiavi è portabandiera del Pinot bianco metodo classico. Una scelta controcorrente, rispetto a quella molto più comune di operare su Pinot nero e Chardonnay, perché in Franciacorta quei vitigni maturavano perfettamente, mentre il Pinot bianco presentava diverse criticità e in particolare la sensibilità a botrite e marciume acido. Così le aziende franciacortine avevano deciso di sostituire questa varietà per inserire perlopiù lo Chardonnay. Invece Teresio Schiavi, fondatore di Mirabella alla fine degli anni Settanta, credeva nel Pinot bianco e decise di tenerlo, convinto che quella varietà da lui prediletta fosse in grado di apportare finezza alle cuvée, equilibrando le personalità di Chardonnay e Pinot Nero. Probabilmente il founder non aveva previsto la situazione attuale, con l’aumento delle temperature, la siccità, la necessità di anticipare le vendemmie, altrimenti avremmo a che fare con un veggente. Comunque sia, il riscaldamento globale ha minimizzato le criticità dell’uva Pinot bianco, la pianta oggi si sta mostrando molto meno sensibile alle malattie del legno (in particolare flavescenza e legno nero), e il ciclo vegetativo più breve e la maturazione anticipata rispetto allo Chardonnay consentono al Pinot Bianco di mantenere eccellenti livelli di acidità anche nelle annate calde, ormai sempre più frequenti. Teresio Schiavi ha avuto ragione e oggi i figli Alessandro (responsabile della produzione) e Alberto Schiavi (marketing e vendite) portano avanti la sua intuizione lanciando un progetto dedicato al Pinot bianco con la messa a dimora di un clone che prende il nome dell’azienda stessa. La quale ha tutto il diritto di considerarsi il punto di riferimento franciacortino per la varietà: dispone di 12 ettari di superficie vitata a Pinot bianco, la più grande estensione della Franciacorta che ne contempla complessivamente 88 ettari, e nel 2015 ha creato il primo Pinot bianco 100% della Franciacorta, etichettato Vino Spumante di Qualità, in quanto non ancora previsto dal Disciplinare Docg, che fu poi inserito nella linea Demetra, composta da quattro brut nature fatti con le uve delle vigne storiche.

Grappolo di Pinot Bianco

I GIOVANI DELLA SYMPOSIUM COME DOCENTI

Questa storia aziendale fa di Mirabella un luogo imperdibile per gli amanti del Pinot bianco, un vitigno che in Italia non ha mai sfondato in termini di produzione, ma che nel mondo raccoglie un consenso piuttosto ampio. Di conseguenza, già adesso le visite sono in forte incremento e Alberto Schiavi ha preso assolutamente sul serio l’affare enoturismo. “È di fondamentale importanza – ci racconta – e noi lo interpretiamo in maniera divulgativa. L’obiettivo è quello di trasmettere competenza senza eccessive complessità, e per questo abbiamo coinvolto i giovani dell’Accademia Symposium, la cui attività è dedicata alla formazione nel turismo del vino. Sono giovani, tutti under 30, e a loro affidiamo la conduzione delle degustazioni. In questo modo, proprio i più giovani finiscono per diventare nostri brand ambassador. È un investimento sul presente e che guarda al futuro”.

Le formule delle visite in cantina si trovano sul sito e sono prenotabili anche online. Si svolgono per piccoli gruppi ed esclusivamente su prenotazione. Si parte dalla Sosta Mirabella, con un percorso di degutazione breve (18 euro a persona), per arrivare all’Edea Tour (tre calici più visita della cantina, 28 euro) e al Demetra Tour dedicato invece ai vini della linea Demetra, prodotti con le uve del cru storico dell’azienda. “Poi però possiamo costruire tour che prevedono anche la visita in vigna, il tagliere, quel che il cliente vuole, limitatamente alla nostra capacità di accoglienza in termini numerici”, aggiunge l’uomo marketing di Mirabella.

LAVORI IN VISTA PER LE CAMERE

Questo è quanto accade oggi, ma la sfida che si profila è in ambito ospitalità. “Siamo ancora in fase embrionale – precisa Schiavi – ma sta prendendo sempre più forma l’idea di aumentare gli spazi di accoglienza per le visite, le degustazioni e anche per il pernottamento all’interno della nostra struttura. Esiste infatti un un immobile storico, adiacente alla cantina, che andrà completamente ristrutturato con canoni conservativi. Ci vorranno almeno due anni prima di concludere i lavori, ma una volta completati potremo finalmente disporre delle camere. In aggiunta, si amplieranno gli spazi destinati ai tasting, con una capacità di 150 persone”. E questo proprio perché in Mirabella sono convinti che il fenomeno turistico, in Franciacorta, sia solo all’inizio.

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