Da Bulichella abbiamo trovato un mix unico (e autentico) di Giappone e Piemonte

Hideyuki Miyakawa è stato un imprenditore unico, la sua vita simile a un romanzo. E i suoi sette figli portano avanti la produzione di vino e olio a Suvereto

di Andrea Guolo
Da Bulichella abbiamo trovato un mix unico (e autentico) di Giappone e Piemonte

Oggi c’è ancora qualche “matto” che si mette in sella alla propria motocicletta e, guerre permettendo, decide di attraversare il mondo per spirito di avventura o per qualche scommessa da onorare. E sottolineo oggi, con tutte le certezze di cui disponiamo e con i telefoni sempre sotto copertura di rete. Pensate allora cosa dovesse significare mettersi in viaggio all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, partendo dal Giappone, per arrivare a Roma nell’anno in cui la città eterna fu sede delle Olimpiadi. Un viaggio incredibile, quello affrontato da Hideyuki Miyakawa con un amico, e non privo di colpi di scena: una delle due moto venne abbandonata in India, causa guasto meccanico, per proseguire con un solo mezzo, arrivando nella Capitale per i giochi e poi con un prolungamento di tappa fino a Torino, dove l’allora ventiduenne giapponese si recò per visitare il Salone dell’Auto e dove incontrò colei che sarebbe diventata sua moglie, Maria Luisa Bassano. La storia continua in Piemonte con sette figli, di cui tre adottivi, con la fondazione di Italdesign insieme a Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani (primi clienti: le case giapponesi, che Miyakawa seguiva in prima persona) e infine con l’acquisizione, in costa toscana, di Bulichella, una delle aziende gioiello che operano a Suvereto.

Il fondatore a Roma in sella alla sua moto

Qui, tra le colline della Costa degli Etruschi, c’è lo spirito di Hideyuki, mancato lo scorso dicembre, e la sua missione viene portata avanti dalla famiglia che è particolarmente legata a Bulichella perché era il luogo prediletto dei genitori, il luogo dove decisero di trasferirsi in pianta stabile nel 1992. Ora alla seconda generazione si è affiancata la terza, rappresentata da Nicolò Miyakawa. La tenuta si trova a breve distanza dal borgo di Suvereto, che ha recentemente celebrato la terza edizione del suo maggior evento legato al vino e al turismo, Suber, del quale Italianwinetour e Vinonews24 sono stati media partner. A Bulichella si produce vino, olio extra vergine di oliva e si accolgono, da anni, le persone che decidono di fermarsi per qualche giorno in un luogo dove ci si sente a casa. “Facevamo accoglienza già quarant’anni fa – racconta Maria Shizuko Miyakawa, figlia del fondatore e amministratrice dell’azienda – mettendo a disposizione dei nostri ospiti alcune camere e mangiando tutti insieme allo stesso tavolo, come si faceva nei primi agriturismi del nostro territorio. Poi gli usi sono cambiati e anche noi ci siamo adeguati, ma lo spirito è rimasto quello dei primi tempi”.

Maria Shizuko Miyakawa

Bulichella si presenta come un borgo con il giardino proteso verso i vigneti e le colline, da dove parte una strada sterrata che porta verso una villa dove ci sono altri alloggi e, nel mezzo, un laghetto. Niente piscina, ed è il frutto di una scelta precisa. “Papà diceva che non era bello, per chi lavorava in vigna sotto il sole estivo, convivere con persone che fanno il bagno. Noi continuiamo a rispettare la sua volontà”, dice Maria. Non c’è neanche il ristorante interno, perché La Bulichella fa vino e olio, ha posti letto per 40 persone e poi per mangiare ci sono i ristoranti del territorio, con i quali hanno preferito non mettersi in concorrenza. Insomma, la famiglia Miyakawa è entrata in punta di piedi a Suvereto, con una visione di armonia e di condivisione, cercando semmai di integrare l’offerta già presente con eventi particolari e vivaci. Qualche esempio?

La bella stagione, dopo Suber, è cominciata con il Magnum Party, una festa originale e basata sull’idea di condividere gli spazi aziendali con tutte le altre cantine che hanno partecipato alla grande festa di Suber: ogni cantina ha portato due grandi formati e poi via ai brindisi e al pairing con i prodotti territoriali. Il calendario continua durante la primavera e l’estate con gli aperitivi dove ai vini si accompagnano anche specialità della cucina nipponica, che poi è quel che si aspetta la clientela de La Bulichella, viste le origini del fondatore e della famiglia. Infine, sono in programma vernissage, eventi musicali, serate vino e pizza (cotta nel forno a legna della tenuta) e altri eventi, con un costante aggiornamento dell’agenda tramite Instagram.

Nicolò Miyakawa

La storia di Bulichella, ci dice Maria, è caratterizzata da pratiche green ante litteram. “Quando siamo arrivati, alla metà degli anni Ottanta, qui c’erano tanti vigneti abbandonati. La scelta di operare in maniera biologica è stata naturale, proprio perché partivamo quasi da zero, anche se all’epoca poteva risultare strano lavorare in bio. Lo facevamo ma preferivamo non dirlo, perché poteva creare una sorta di pregiudizio verso i nostri vini. Lo dicevamo solo dopo che la gente li aveva assaggiati”. E qual è l’unicità di un territorio come Suvereto? “Un suolo molto ricco, unito alla vicinanza del mare e alla presenza delle colline metallifere. I risultati, nei vini in purezza e nei blend, sono estremamente interessanti. Del resto, la crescita del numero di imprenditori è notevole. Quando siamo arrivati noi, c’erano 4-5 aziende di rilievo”. Oggi, come abbiamo già raccontato in queste pagine, per i wine lovers c’è l’imbarazzo della scelta quando si tratta di andare a far visita a cantine che hanno sviluppato l’arte dell’accoglienza.

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