Il “bagnino agricoltore” e i suoi vini in un beach club del Cilento

Il “capitano” Gianni Rizzo ha creato Velea, tre etichette (bianco, rosé e rosso) per accompagnare i piatti del Poseidonia di Marina di Ascea, esempio di sostenibilità territoriale

di Andrea Guolo
Il “bagnino agricoltore” che serve i suoi vini in un beach club del Cilento

Il suo beach club è tra i migliori della Campania (due ombrelloni su tre per la Guida ai migliori beach club d’Italia) e ha conquistato, lo scorso anno, il premio Audit People Award come stabilimento balneare più sostenibile d’Italia, assegnato a Milano durante il Gran Galà dei Beach Club d’Italia. Si chiama Poseidonia Beach Club, si trova a Marina di Ascea (Salerno) ed è un vero e proprio showroom delle eccellenze territoriali del Cilento, territorio iconico per le specialità agroalimentari e per la sostenibilità, nonché luogo di codificazione della dieta mediterranea patrimonio Unesco. Stiamo parlando di Gianni Rizzo, per tutti “il capitano”, che al Poseidonia serve anche e soprattutto i propri vini. È un business? No, in realtà si tratta di un tassello ideato per integrare un progetto di filiera territoriale e controllato dallo stesso imprenditore balneare, la cui storia è affascinante e romanzesca.

DA ARMANI ALLA SPIAGGIA

Rizzo ha vissuto varie vite, prima di diventare un gestore di beach club. Si è laureato in Economia e commercio, ha lavorato nel mondo assicurativo e per finanziarsi gli studi e i corsi di formazione ha venduto granite in spiaggia d’estate, tirando un carretto ideato dal padre Gerardo e recuperando i blocchi di ghiaccio ogni mattina a Salerno (che dista più di un’ora da Ascea). Poi è arrivata la possibilità di far carriera a Milano, nel gruppo Armani, dove ha operato per diversi anni con mansioni di controllo dei flussi di magazzino. Gli attentati terroristici del 2001 e la successiva riorganizzazione avviata da Giorgio Armani dopo il crollo delle Torri Gemelle convinsero Rizzo a far ritorno a casa, per lanciare una propria iniziativa imprenditoriale, e il mare fu una scelta quasi naturale. Incontra l’allora sindaco di Pollica, il compianto Angelo Vassallo, e gli racconta di voler creare uno stabilimento ad Acciaroli con determinati canoni qualitativi, in linea con le potenzialità del territorio. Vassallo lo incoraggia a concretizzare i suoi obiettivi e nasce il beach club, che per sei anni accompagna la crescita di Acciaroli come destinazione turistica. Nel 2007, per ragioni di famiglia, Rizzo si sposta di qualche chilometro e torna ad Ascea, patria del filosofo pre-socratico Parmenide e sede del parco archeologico di Velia (altro patrimonio Unesco), per dare il via alla storia di Poseidonia Beach Club. Sono passati quasi vent’anni e questo stabilimento balneare è ormai diventato non solo il centro gravitazionale dell’estate cilentana, ma anche il laboratorio di sperimentazione per la gestione di una spiaggia del sud Italia. Vanta la certificazione Iso 20121 per la gestione sostenibile dell’intera struttura e ha varato un menu a spreco ridotto e di cucina circolare, con lo chef di casa Costantino Buono che recupera la parte (teoricamente) di scarto dei broccoli trasformandola in crema per accompagnare i primi piatti, la pelle del pesce bandiera per comporre i Cilento Rolls (sushi mediterraneo, via il salmone e spazio alle alici fritte, il tutto cosparso di cacioricotta in sostituzione del philadelphia), il pane vecchio diventa un crostino da accompagnare alle deliziose olive schiacciate e alle alici di menaica (frutto di una tecnica di pesca sostenibile, con una rete che lascia passare i pesci più piccoli). Organizza iniziative per sviluppare e promuovere il rispetto dell’ambiente da parte dei turisti e degli operatori economici. E il suo ristorante è diventato l’ultimo anello di una catena di filiera tutta cilentana, frutto di collaborazioni con gli artigiani del territorio – un esempio su tutti: il caseificio Tenuta Chirico, con i suoi latticini dal latte di vacche e bufale allevate direttamente, le mozzarelle di bufala campana dop e i gelati con latte di bufala dell’agrigelateria frutto della volontà di Silvia Chirico, premiati al Sigep di Rimini – e anche di iniziative personali. Gli ortaggi del Poseidonia arrivano dall’orto di casa Rizzo, frutto del lavoro dei genitori del “capitano”, e i prodotti ittici dal mare antistante, con Luciano e Mauro, padre e figlio pescatori, che ogni mattina escono in barca e vendono al Poseidonia tutto quel che le loro reti intercettano. L’olio è marchiato Poseidonia, dalle olive coltivate nei terreni collinari di proprietà della moglie del “capitano” e dai dodici ettari (di cui 4 a oliveto) recentemente acquisiti da Gianni Rizzo in località Porticello. “Sono piante centenarie, in alcuni casi millenarie nella parte collinare”, precisa l’imprenditore cilentano. E poi c’è il vino, Velea, che ha una storia altrettanto particolare.

IL VINO DI NONNO GERARDO

I vini del Poseidonia sono accomunati da un’etichetta disegnata dal figlio di Gianni durante la pandemia. “È il vino di nonno Gerardo, che in famiglia si fa da tanti anni e lo si è sempre fatto i maniera molto estemporanea, per autoconsumo. Poi però lo facevamo assaggiare ai clienti e piaceva… Così abbiamo pensato fosse interessante proporlo al ristorante del Poseidonia”, racconta Rizzo. Così il Fiano bianco, il rosè da base Aglianico e il rosso sempre da uve Aglianico della linea Velea oggi sono i vini più richiesti e serviti all’interno del beach club. Si tratta comunque di una piccola produzione, un ettaro vitato le cui uve danno origine a duemila bottiglie di Fiano, settecento di rosato e cinquecento di Aglianico rosso, tutte destinate al consumo nel beach club. “Avremmo anche una Falanghina, che però mio padre ha deciso di tenere per sé”, rimarca il “capitano”. Avendola assaggiata, direttamente dalla dama in vetro da 5 litri, comprendiamo le ragioni di “nonno Gerardo”, perché è pur sempre il suo vino di casa. La lista vini del Poseidonia contempla poi le bollicine italiane, metodo classico e charmat, che arrivano da diversi territori vocati, mentre per scelta non sono state prese in considerazione etichette francesi e vini internazionali. “La carta si focalizza sulla Campania, dall’Irpinia al Sannio, con una forte concentrazione di vini cilentani. Tra i più noti che ci onoriamo di avere in carta, c’è il Fiano Kratos di Luigi Maffini”. Passando al food, oltre al menu sostenibile e a spreco ridotto, le cucine del Poseidonia offrono quel che ci si aspetta da un beach club cilentano: baccalà all’insalata, gamberoni rossi di Acciaroli, alici di menaica con bruschette, il prosciutto igp di Venticano con i bocconcini freschi di bufala campana dop. E poi i primi, con la pasta fatta a mano da nonna Ines e condita con il pomodoro cilentano nel caso dei fusilli, o con il pescato del giorno. C’è il pescato del mattino, già disponibile in orario pranzo. Ci sono i rolls preparati dal sushi-man direttamente in loco. E c’è la pizza, definita “scioglievole” per la sua digeribilità: da non perdere la classica Cilentana (con cacioricotta), quella con le alici e “Incontro Cilentano”, la più amata dal pubblico, con fior di latte di Agerola dop, zucchine alla scapece, caciocavallo podolico, menta, pomodorini gialli e stracciata del caseificio Di Lascio in uscita.