Nuove camere ed esperienze outdoor da Ceraudo

Contrada Dattilo a Cirò ha riaperto la stagione con tante novità. Al via anche l’attività del ristorante stellato della chef Caterina Ceraudo

di redazione
Nuove camere ed esperienze outdoor da Ceraudo

Il 25 aprile ha preso il via a Cirò (Crotone), dopo la chiusura stagionale, l’attività di Contrada Dattilo, luogo della famiglia Ceraudo aperto all’accoglienza dei wine lovers e di tutti coloro che vogliono visitare la Calabria ionica avendo come base un piccolo borgo dove si produce vino e olio extravergine di oliva, tutto rigorosamente bio.

La stagione 2026 è caratterizzata dalle camere completamente ristrutturate. Più che un semplice restyling, un vero ripensamento: ogni ambiente è unico, con colori e dettagli differenti, progettato per far sentire l’ospite dentro una casa e non in un hotel. Il recupero dei materiali originali, in particolare della clementina, l’elemento identitario del territorio di Crotone, si intreccia con scelte contemporanee, tra cui le luci di design. I letti, realizzati su misura da artigiani locali, raccontano una filiera corta anche nell’abitare, mentre l’intero progetto, firmato dall’architetto Nadia Romeo, restituisce un equilibrio riuscito tra memoria rurale e comfort attuale. Le nuove soluzioni includono, tra le altre, camere quadruple pensate anche per soggiorni più lunghi e familiari.

Contrada Dattilo a Cirò

E c’è un rinnovo anche dell’offerta esperienziale che ha come filo conduttore la vita all’aria aperta. Il picnic sotto le querce è la principale novità, con un’area dedicata dove fermarsi all’aria aperta con un cestino stagionale che cambia nel tempo, da consumare in loco o disponibile anche in versione asporto. Si aggiunge poi l’aperitivo al tramonto, nella parte più alta della tenuta, un punto panoramico che diventa naturale palcoscenico per chiudere la giornata. E ancora, il tractor tour si arricchisce di un momento finale di condivisione: una seduta tra i campi, con tavoli allestiti e il racconto diretto di famiglia fatto da Roberto Ceraudo, che restituisce il senso più autentico del progetto.

Accanto ai pacchetti esperienziali già esistenti, viene introdotta una nuova proposta: la cena al “Petardo”, un’esperienza esclusiva per un numero ristretto di ospiti, con chef dedicato e una cucina interamente costruita attorno alla griglia, in un contesto intimo e conviviale. Durante i mesi estivi, luglio e agosto, Dattilo apre anche a una dimensione più informale con il bistrot serale nell’area piscina, una cucina semplice e diretta, basata su materie prime proprie o locali, pensata per offrire più opzioni e avvicinare un pubblico ampio al mondo dell’azienda, tra cibo e vino.

Triglia, pane e arance (piatto di Caterina Ceraudo)

C’è poi la cucina del ristorante stellato Dattilo, regno della chef Caterina Ceraudo, con il menu rinnovato e declinato attraverso due menu degustazione, da cinque e da nove portate, e un menu alla carta. Il primo, Memoria e Visione, presenta i classici del ristorante attraverso cinque portate emblematiche, mentre il secondo, Dattilo, offre nove portate che combinano piatti storici con nuove creazioni, in un dialogo continuo tra passato e presente. Nel menu Dattilo, la ricerca tocca proposte come gli antipasti Merluzzo e fico, e ancora l’Insalatina primaverile; tra i primi Ravioli del Plin, fave e cipolla, o Risotto, sambuco e caprino; proseguendo con Finocchio, patate e anice nero, in cui il finocchio glassato ricorda un secondo di carne per consistenza e sapore. Il dessert è una dichiarazione d’amore alla sperimentazione e al territorio di Strongoli, Cioccolato e olive, in una combinazione azzardata che si scopre donare un particolare equilibrio tra il sapore piacevolmente sapido dell’oliva e l’amarognolo del cioccolato.