Cinque cantine da visitare nei Colli Euganei

di Andrea Guolo

Alla scoperta di un territorio di sorprendente bellezza, tra antichi vulcani e stazioni termali, comodamente raggiungibile dall’autostrada

Ci sono territori che si visitano per il vino e altri dove si può arrivare per altre ragioni, scoprendo poi che in quella zona si produce un ottimo vino. I Colli Euganei appartengono alla seconda categoria.

ANTICHI VULCANI SPENTI

Ad Abano e Montegrotto, da tutto il mondo, giungono turisti legati a un’altra categoria di viaggio: quella termale. Siamo nel più grande distretto europeo del wellness, con cento strutture alberghiere specializzate e con oltre duecento piscine termali. Molti visitatori, durante la loro esperienza, non si spostano dall’hotel e se lo fanno è per visitare la vicina città di Padova che possiede le sue indubbie attrattive, come i cicli pittorici trecenteschi che le hanno recentemente spalancato le porte di patrimonio mondiale dell’umanità (il riconoscimento Unesco risale alla scorsa estate). Pochi, pochissimi forse, affrontano i percorsi talvolta tortuosi che conducono ad aziende vitivinicole da cui si gode un panorama strepitoso, ancor più durante la stagione fredda quando il cielo è terso e sembra brillare tutto, soprattutto le forme coniche degli antichi vulcani che caratterizzano l’inconfondibile landscape euganeo. Perché i colli, in realtà, sono antichi vulcani spenti, di ridotta altitudine (il Venda, con i suoi 601 metri, è l’unico colle elevato alla dignità di monte) e terreno ideale per la viticoltura, che qui si pratica dalla notte dei tempi.

Vista sui colli da Cantina Monte Fasolo

DILEMMA BIANCHI-ROSSI

A differenza di quanto accade in un’altra zona collinare del Veneto, quella di Conegliano-Valdobbiadene dove la Glera (da cui si ottiene il Prosecco) ha il monopolio della coltivazione, nei Colli di Padova c’è tanta varietà di vitigni. I più diffusi, tra quelli a bacca bianca, sono il Moscato giallo da cui si ricava il Colli Euganei Fior d’Arancio docg, il Serprino (riconducibile come biotipo alla Glera) e lo Chardonnay. Tra quelli a bacca rossa dominano gli internazionali: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e in diversi casi Syrah. La strategia territoriale si è fondata sempre più sul Moscato, probabilmente perché al Veneto mancava un prodotto importante a livello commerciale nell’ambito dei vini e degli spumanti dolci, ma questo è un tasto dolente tra i produttori euganei. I quali sono sempre più convinti di potersi giocare ottime carte al tavolo dei grandi vini rossi, con ampio potenziale di longevità, forti di un terreno vulcanico che rappresenta certamente qualcosa di diverso rispetto ad altri luoghi dove si fa una produzione vinicola da taglio bordolese. E c’è anche chi di Moscato non ne vuol sentir parlare e punta tutto sui rossi. Una visita alle cantine dei Colli Euganei rappresenta l’occasione per capire il potenziale di questi prodotti, peraltro non facilissimi da reperire al di fuori del Veneto (escludendo il Fior d’Arancio, gettonato anche all’estero), e per farsi un’idea se abbia ragione chi ha seguito la direzione dei moscatisti o chi, invece, continua a credere nei bordolesi, in attesa di una consacrazione da parte del mercato.

Quali sono le cantine da visitare? Per farsi un’idea, si può consultare il sito del Movimento Turismo del Vino, dove sono presenti le aziende associate e aperte al pubblico. Noi ne abbiamo viste cinque, una diversa dall’altra e tutte utili per tornare a casa con molte conoscenze in più sui Colli e con un bagagliaio bello stipato di bottiglie da godersi una volta a casa.

Le uve di Moscato giallo dopo l’appassimento

VIGNALTA È POESIA

Tra i ricordi che vi resteranno impressi nella mente, dopo una visita a Vignalta, ci sono il panorama che si ammira dalla sala tasting e la barricaia con la parete di roccia a vista. L’azienda in questione, di proprietà di un architetto (Lucio Gomiero) con due famiglie di agricoltori (Paolo Guzzo e Luciano Salvagnin), appartiene di diritto alla storia della denominazione perché è stata una delle prime a credere nella qualità, contenendo i volumi (35 ettari, circa 240 mila bottiglie l’anno) e dando vita a etichette destinate a sfidare il tempo, come il Gemola Rosso (70% Merlot 30% Cabernet Franc) del quale abbiamo degustato l’annata 2015. La visita in azienda dura circa 90 minuti e consiste in: accoglienza, racconto del territorio, visita in bottaia, degustazione di quattro vini. Il tutto a cura dell’ottimo Michele Montecchio, direttore della cantina, supportato dal responsabile del wine shop Massimo Marinello. Valore aggiunto: Vignalta si trova ad Arquà Petrarca ed è un’ottima ragione per poi visitare il borgo dove il grande poeta del Canzoniere trascorse gli ultimi anni della sua vita. Ma vale anche il percorso contrario: visitare Arquà è un’ottima ragione per scoprire Vignalta.

Barricaia su parete di roccia

IL RE DEL FREDDO E I SUOI POSSEDIMENTI

Luigi Rossi Luciani è il re dei sistemi per il controllo del freddo e uno dei più convinti appassionati della viticoltura sui Colli Euganei, dove ha acquisito due aziende. Dopo essersi assicurato la proprietà dell’azienda Le Volpi, ha bissato con Monte Fasolo, applicando all’agricoltura i principi della sostenibilità per “andare oltre il bio” in una zona che, come egli stesso afferma, “gratifica non solo l’occhio ma anche il gusto”. E se Le Volpi oggi è stata trasformata in un agriturismo di charme, con 14 stanze a disposizione degli ospiti e una piscina a sfioro sulle vigne, Monte Fasolo è diventata la cantina di riferimento con la possibilità di organizzare visite guidate e con un wine shop dove si possono acquistare i vini e organizzare eventi e meeting aziendali. Alla sera, nella bella stagione, spazio agli eventi nel meraviglioso anfiteatro creato all’interno della proprietà aziendale al cui interno si trovano sentieri molto frequentati per il trekking e per tutti coloro che vogliono ritrovare il ritmo lento della natura. Non spaventatevi per i cancelli e per le reti: non sono pensati per limitare gli accessi di chi vuol godere di tanta bellezza, ma semplicemente per far desistere i cinghiali dal loro obiettivo di fare breccia nella proprietà. Monte Fasolo offre anche ristorazione, solo nei fine settimana.

La riserva storica di Cantina Monte Fasolo

MAELI, DILÌ E DILÀ

Elisa Dilavanzo ha un passato da finalista di Miss Italia, e si vede! La sua bellezza si è trasmessa a tutto quel che ha creato nei Colli Euganei, dove opera in Maeli come ambasciatrice delle potenzialità del Moscato giallo di cui l’azienda ha esplorato tutte le frontiere possibili, Dilì e Dilà… che non sono due direzioni, bensì le versioni rifermentata in bottiglia secondo il metodo ancestrale (Dilì) e metodo classico brut nature (Dilà). Cantina tutta al femminile, Maeli dispone di una boutique winery con la facciata costruita in trachite, la pietra vulcanica dei Colli Euganei, che si sviluppa sotto il colle, nel rispetto dell’ambiente e della natura che la circondano. Nel casale restaurato sono state ricavate camere in stile country chic con vista sul vigneto e sulla cantina. Tanti gli eventi organizzati nella bella stagione e tantissime le attenzioni rivolte ai visitatori, che hanno la possibilità di acquistare i pacchetti di soggiorno direttamente dal sito.

Maeli, portabandiera del Moscato giallo dei Colli Euganei

PARCO DEL VENDA E I VITIGNI RESISTENTI

Michael Toniolo non è uomo disposto ai compromessi. La sua cantina, Parco del Venda, segue una regola ben precisa: si fa solo quel che piace al cantiniere. E non significa necessariamente una scelta di nicchia, perché qui si produce anche Prosecco doc e perché la maggior parte della produzione è perlopiù rappresentata dal vino sfuso. Insomma, visitando Parco del Venda vi troverete in un mondo sui generis, che rispecchia il carattere sincero, a tratti sanguigno e “pane al pane” del proprietario, ma anche in una delle realtà che produce alcuni dei migliori rapporti qualità/prezzo del territorio. Tra le produzioni più interessanti compaiono quelle derivanti dalle sperimentazioni sui vitigni resistenti in collaborazione con i Vivai Rauscedo, che hanno dato forma alle etichette “Piwi” permettendo a Parco del Venda di conquistare due medaglie d’oro all’International Piwi Wine Award. L’azienda possiede 50 ettari di vigneto tra i comuni di Vo’, Cinto Euganeo e Galzignano Terme.

Alcune etichette di Parco del Venda

ANANDA, CANTINA GARAGE

La foto, scattata nella cantina, vale più di ogni considerazione. Ed è la foto di una sfida, quella di Edoardo Sacchetto, un ventisettenne un tempo sostanzialmente astemio e che recentemente ha scoperto il vino, la passione per la viticoltura (e per la terra in genere) praticata nel rispetto dell’ambiente e che ha deciso: questa sarà la mia vita. Ha affittato un terreno sopra Teolo, con vista sulla città di Padova, e iniziato la sua coltivazione e le sue prime produzioni, che vende online e ad alcuni ristoranti, anche all’estero. Una cantina garage, essenziale, con imbottigliamento manuale e tappo a corona. Andare da lui è un po’ come andare a trovare il nonno che ti faceva assaggiare il suo vino appena imbottigliato, con le tecniche antiche e con il plus della salubrità del prodotto, autentico succo d’uva. L’azienda si chiama Ananda ed è contattabile attraverso Instagram. Se lo fate e gli chiedete la possibilità di una visita, Edoardo non vi dirà di no e vi porterà anche in cima al colle per raccontarvi quel che sta facendo in vigna, presentandovi i suoi conigli. Più che enoturismo, è suonare un campanello per essere accolti.

Brindisi finale con Edoardo Sacchetto