A Tortona il vino fa “miracoli”

Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio di Tutela Vini Colli Tortonesi, racconta i progetti in atto nel territorio del Derthona, dagli eventi collegati al tartufo a Derthona 2.0 che si terrà, come ogni anno, nell’ultimo weekend di marzo

di Andrea Guolo
A Tortona il vino fa “miracoli”

Il momento è d’oro per il Derthona, portabandiera dei vini tutelati dal Consorzio Vini Colli Tortonesi, giunto a Milano proprio oggi per “Derthona on Tour”, l’evento itinerante dedicato alla valorizzazione delle diverse sfumature del Timorasso, organizzato in collaborazione con il Consorzio I Vini del Piemonte nelle sale dell’Hotel Rosa Grand Milan di Piazza Fontana, con venti produttori riuniti per intercettare non solo gli addetti ai lavori, ma anche il grande pubblico delle Olimpiadi in scena nel capoluogo lombardo. È stata l’occasione per il presidente del Consorzio di tutela, Gian Paolo Repetto, per raccontare l’evoluzione in atto del Derthona e le ultime novità in ambito enoturistico, sempre più argomento hot anche tra le colline della città situata in posizione strategica tra Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e naturalmente Piemonte, regione di appartenenza di Tortona.

Come sta andando l’enoturismo nel vostro territorio?

Da noi il vino ha compiuto un mezzo miracolo! Quando si entra in piena stagione, le strutture esistenti sono tutte sature, con un 75% di pubblico dall’estero. La capacità ricettiva non è enorme, e arriviamo in fretta al punto di saturazione, ma il nostro è un enoturismo di qualità, innescato dal vino: chi viene, poi, scopre un territorio dove non c’è solo il vino ma molte altre attrazioni, dalla Pinacoteca Divisionismo con i quadri di Giovanni Pellizza da Volpedo alle nostre eccellenze agricole come la pesca di Volpedo, la fragola di Tortona, la ciliegia bella di Garbagna. La nostra fragolina, in particolare, ha una stagione produttiva di due sole settimane e una shelf life di una giornata, quindi non è sostanzialmente esportabile al di fuori di un cerchio ristretto: chi la vuol provare, deve venire a trovarci. Per fortuna, siamo riusciti a mantenere in vita queste e altre tipicità, che nel passato erano considerate “una rogna” e oggi invece sono un valore aggiunto in termini di accoglienza e ospitalità. Non dimentichiamo gli altri prodotti dei colli tortonesi, come il salame nobile del Giarolo, fatto con le parti nobili del maiale e affinato per oltre un anno nel budello cucito. O il formaggio Montebore, selezionato da Leonardo da Vinci per il banchetto di nozze di Ludovico Sforza e Isabella d’Aragona, di cui era cerimoniere, per la sua forma di torta nuziale.

Cosa offre di unico Tortona, rispetto ad altri territori del vino, per i wine lovers?
La possibilità di degustare tante annate di Derthona, un vino che ha la sua longevità e non sempre in ristorazione è disponibile una profondità come quella di cui dispongono le nostre cantine. Quasi tutte hanno conservato le vecchie annate, così si può andare a ritroso nel passato, sempre con la conservazione ideale perché quei vini non sono mai usciti dalle cantine. Inoltre, c’è il contatto con le persone: le nostre sono cantine medio-piccole e quindi, molto spesso, sono gli esponenti delle famiglie proprietarie ad accogliere i turisti del vino. E le persone, oggi, cercano quel che di più vero un territorio può offrire.

Quali sono i nuovi progetti in cantiere a livello territoriale?
Probabilmente pochi sanno che da noi si trova tantissimo tartufo, che peraltro viene venduto in larga parte nelle Langhe. Per valorizzare questo piccolo tesoro che abbiamo in casa, stiamo potenziando l’offerta territoriale strutturata di eventi, dall’antica fiera di San Sebastiano a Derthona&Truffle (che vi abbiamo già raccontato in questo articolo), fino alla fiera di Sardigliano che ha il vantaggio – e talvolta lo svantaggio, in base alla raccolta effettiva – di arrivare a inizio stagione, e si svolge da oltre vent’anni.

Paesaggio autunnale nei Colli Tortonesi

Che momento vive il Derthona Colli Tortonesi Doc?
Il momento è particolarmente felice: sta continuando a crescere, nonostante il periodo complesso per il vino. La vendemmia 2025 porterà a raggiungere 1,7 milioni di bottiglie, circa il doppio rispetto a un 2024 penalizzato dalla peronospora, e in ogni caso superiore alla media storica che si aggirava attorno a un milione di bottiglie. Diciamo che, salvo problemi legati alla specifica annata, la produzione è costantemente aumentata. Adesso stiamo attivando un lavoro intenso sul nostro Monleale, che è la Barbera dei Colli Tortonesi su cui stiamo decisamente puntando.

Come evolverà in futuro l’ospitalità nel territorio di Tortona?
Sono tanti gli investimenti in atto per la creazione di accomodations, compensando i posti letto mancanti nel territorio e potenziando l’offerta in chiave b&b e case vacanze. Sui grandi hotel siamo ancora deficitari, ma questo potrebbe anche rappresentare una caratteristica distintiva delle nostre colline. Intanto, sul sito del nostro Consorzio, abbiamo creato una sezione in cui si racconta la tipologia di ricettività in cantina, le lingue parlate, l’offerta food&beverage. E poi, tra gli eventi, spicca Derthona 2.0, che si tiene ogni anno nell’ultimo weekend di marzo.

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