A Isera, nel Trentino, c’è una cantina che ha creato un ristorante diventato meta di coloro che vogliono scoprire i sapori della Vallagarina. Questa cantina è De Tarczal, le cui origini risalgono all’epoca dell’Impero Austro-Ungarico, e il suo nome è legato principalmente al marzemino, il vino più importante e storico della Vallagarina, quello che sulle tavole della corte di Vienna era “di rigore”. E che oggi, da De Tarczal, viene anche utilizzato come ingrediente per il piatto-icona del suo ristorante, che si chiama La Vineria.
Il rapporto qualità/prezzo de La Vineria è molto alto, e non solo perché i prezzi praticati sono corretti e perché i vini aziendali sono offerti con ricarichi moderati, ma anche perché la qualità è davvero alta. Nelle mie personali incursioni in quel di Isera, non ho mai mancato una visita a La Vineria e non mi sono mai perso il piatto top che è il risotto con radicchio, marzemino (di Isera, naturalmente) e scamorza affumicata. Certo, non è l’unica scelta dalla cucina, perché il menu è decisamente allettante. Come antipasto ho anche provato lo sformato di verze e casolèt della val di Sole, mentre non è nelle mie corde un altro piatto imperdibile del locale ovvero la trota marinata delle vicine valli Giudicarie. Tra i primi, una buona alternativa al risotto sono i garganelli al sugo di selvaggina, ma poi più che di alternativa sarebbe il caso di parlare di “integrazione” perché nessuna legge, neppure ai tempi degli Asburgo, vieta il consumo di un bel bis di minestre. Se poi si vuole continuare a osare, come secondo ci sarebbero il brasato di manzo, questa volta brasato con il merlot e non con il marzemino, o il guanciale di maiale profumato al cioccolato nero. Per i golosi, che non si accontentano del cibo degli dei presente nella ricetta del guanciale, ecco lo strudel di mele con salsa vaniglia, o il semifreddo alla grappa (siamo in Trentino!) con arancia caramellata.

La sala per i tasting
La Vineria è un progetto ormai consolidato. “In attività da più di 25 anni, era nato in un primo momento come valvola di sfogo, per liberare spazio nella corte centrale, che è il luogo utilizzato per le visite e le degustazioni”, ci ha raccontato l’enologo Matteo Marzari durante Hospitality, il salone dell’accoglienza di scena a Riva del Garda dal 2 al 5 febbraio. L’idea ha avuto la fortuna che meritava e oggi il ristorante è aperto in pianta stabile (chiusura settimanale alla domenica sera e il lunedì). In cantina, naturalmente, i vini della cantina, ai quali si aggiunge sempre un vino prodotto da un’altra azienda “ospitata”, a patto che sia un produttore-vignaiolo. Ma chi sale fino a Isera per visitare De Tarczal non ha a disposizione soltanto il ristorante. “La struttura della tenuta – racconta Marzari – è predisposta per l’accoglienza, trattandosi di una cascina con forma a U, tipica del Veneto più che del Trentino, dove è difficile trovare qualcosa di simile. Noi offriamo ai nostri ospiti un percorso a 360 gradi, partendo dai vigneti per mostrare ai nostri ospiti le tecniche di coltivazione”. In particolare, c’è un vigneto che offre la possibilità di ammirare tutti i diversi sistemi di allevamento presenti nel territorio di Isera. Poi si passa in cantina, seguendo il percorso che fa l’uva dalla ricezione alla pressatura, alla vinificazione, fino all’affinamento in botte e in bottiglia.

La corte interna della cantina
All’interno della corte ci sono spazi strutturati per piccoli e grandi gruppi, fino a un massimo di 50-60 persone, e poi si passa alla stube, che poi è la vecchia stalla ristrutturata per gestire i tasting, che partono da una semplice degustazione (prezzo 10 euro, previa prenotazione) a salire fino all’abbinamento con i piatti di prodotti locali. E poi ci si sposta a La Vineria.
E in futuro cosa avverrà? Per prima cosa, in De Tarczal c’è una novità, da poche settimane, ed è il vermouth prodotto da base marzemino, frutto di anni di prove e sperimentazioni per arrivare all’equilibrio e a quell’eleganza in azienda volevano raggiungere. Poi c’è un parco secolare, di proprietà della famiglia De Tarczal, che già la scorsa estate fu aperto per ospitare l’evento dell’Associazione Vignaioli del Trentino, il Picnic dei Vignaioli, ed è stato un bel successo, tanto da stimolare la proprietà a valutarne l’utilizzo come spazio all’aperto per eventi. A capo di De Tarczal, famiglia di origine ungherese, c’è da più di mezzo secolo Ruggero Dell’Adami de Tarczal, con le figlie Elena e Felicia. La terra un tempo apparteneva ai Conti Alberti, illustre famiglia trentina nota fra l’altro per aver dato i natali ad un Principe Vescovo della città di Trento, fino a quando la Contessa Alberti la portò in dote a Gèza Dell’Adami de Tarczal, ammiraglio della Imperial Regia Flotta Austro-Ungarica e diretto antenato di Ruggero e delle figlie.
In apertura: foto tratta da Tripadvisor

