Asolo, “città dai cento orizzonti”, uno dei borghi più belli d’Italia, territorio del vino in forte ascesa grazie al fenomeno Prosecco che qui, sulle colline tanto amate dagli inglesi e non solo da loro, è presente come Superiore e prende il nome di Asolo Prosecco Dogc. Tra le cantine portabandiera di questa denominazione spicca Dal Bello, per qualità e per storia. Si tratta di uno dei produttori più consolidati, essendo un’azienda fondata nel 1906, gestita oggi dalla terza generazione della famiglia Dal Bello, rappresentata da Mario e Antonio Dal Bello e con la quarta già inserita con funzioni rilevanti, nella figura di Chiara e Jacopo Dal Bello. L’enoturismo è una realtà altrettanto consolidata e da tre anni può contare su un plus davvero unico: si tratta del Primo Percorso della Viticoltura Asolana.
LA CASA DOVE IL TEMPO SI È FERMATO
Il Primo Percorso è un itinerario che si snoda lungo il Colle di Sant’Anna e racchiude oltre un secolo di storia. Il progetto testimonia l’intreccio profondo tra la famiglia Dal Bello e il proprio territorio e rappresenta la realizzazione di un sogno coltivato nel tempo: condividere l’unicità e l’eccezionalità del patrimonio culturale e naturale dei Colli Asolani. Lungo il percorso troviamo i pannelli illustrativi che raccontano la biodiversità del territorio e la storia della viticoltura nell’asolano, e che accompagna i visitatori in una passeggiata tra vigneti, ulivi e ciliegi di proprietà. La destinazione è Casa Dal Bello, l’antica dimora di famiglia trasformata in museo con una collezione di antichi strumenti di lavoro, che offre una testimonianza viva della cultura agricola e vinicola locale.
“Nella nostra antica casa, è come se il tempo si fosse fermato”, ci racconta Chiara Dal Bello.”La cucina economica in funzione, il vecchio calendario con i giorni segnati per il taglio del fieno, la vecchia cantina, la stalla che ospitava il bestiame. È un viaggio nel tempo, all’interno di una casa dove incredibilmente vivevano, in tre sole stanze, fino a 10-15 persone”. Da lì, il percorso si sposta fino alla contemporaneità, nella cantina attuale. E si conclude con la degustazione dei vini che, oltre all’Asolo Prosecco, prevede quello che è il fiore all’occhiello della cantina: si tratta del Rosso Asolo, prima annata 1997, vino che esprime l’identità e la storia vinicola della famiglia Dal Bello.

Il dipinto dell’artista Giusy Vinante che raffigura la cantina e i colli di Asolo
I VIGNETI DI CASTELCIES
Dal Bello si è distinta anche per un progetto di recupero e valorizzazione che riguarda i Vigneti di Castelcies. Inaugurati lo scorso settembre, sono il frutto di un recupero, che ha richiesto anni di lavoro, di cinque ettari di superficie tra i colli di Asolo, in località Cavaso del Tomba, in un’area dal forte pregio naturalistico e monumentale, conosciuta per l’antica chiesetta romanica di San Martino e per il percorso d’arte, tra sculture in legno e sasso, oltre che per gli affreschi sulle case. Il progetto ha portato nuova luce al borgo valorizzando una vigna storica.
LA TRATTORIA DI ZIA FRANCA
In cantiere ci sono tanti progetti, uno dei quali riguarda la possibilità di trasformare una parte della casa antica in camere per il pernottamento dei wine lovers. Intanto, con la bella stagione, l’accoglienza viene effettuata in giardino per accompagnare i vini con i formaggi del territorio, il pane cotto nel forno a legna e i salumi del territorio. Se non bastasse, a poca distanza dalla cantina c’è la trattoria della “zia Franca”, la zia di Chiara. Si chiama Osteria Fara di Fonte ed è famosa per le polpette. Tra gli altri piatti tipici del territorio, vanno citati i bigoli in saor, il risotto al radicchio rosso di Treviso, il musetto in periodo invernale, le scioss (lumache di terra) e la trippa. Il tutto viene accompagnato dal Prosecco “Spago” Rocca d’Asolo, che è il prosecco della tradizione ed è anche il più venduto (tra i clienti spicca Esselunga), dalle etichette di Asolo Prosecco Docg e naturalmente dal Rosso d’Asolo.

La famiglia Dal Bello

