Dopo lo sci, l’aperitivo in cantina. Il rito dell’apres ski si evolve a livello di esperienza e contenuti grazie alla visione di Grosjean Vins, una delle cantine-icona della regione Valle d’Aosta, che negli anni ha saputo investire nell’accoglienza in maniera innovativa, come ci ha raccontato in questa intervista-podcast pubblicata anche su Vinonews24 Hervé Grosjean, rappresentante di terza generazione aziendale ma al tempo stesso componente di una famiglia che produce vino alle porte (anzi, sulle colline) di Aosta dal 1600.
Tra le formule lanciate c’è anche la collaborazione con il comprensorio sciistico di Pila, dove la stagione continua: la chiusura è prevista infatti per il 3 maggio, e a Pila si sale direttamente da Aosta.
Hervé, come e quando avete avviato l’enoturismo nella vostra cantina?
Lo abbiamo sempre fatto, con regolarità dal 2017 ma anche prima la nostra cantina era aperta al pubblico. Operiamo sei giorni su sette, con personale dedicato, e siamo partiti “con i piedi per terra”, perché pensavamo che una visita in cantina non potesse essere legata solo agli spazi interni, ma anche ai vigneti. Sono nati così i nostri “Tramonti di vini”, le cene al tramonto nella bella stagione con piatti abbinati ai nostri vini. Da lì, c’è stata l’evoluzione fino alla formula showcooking, richiamando chef molto importanti che sono arrivati a cucinare nei nostri vigneti, e ci siamo inseriti anche su fasce alte di prezzo. Ora abbiamo convertito in chiave casual la nostra formula, dagli aperitivi più semplici – ci piace avvicinare il mondo valdostano e non solo l’enoturista – e l’età media si sta abbassando, tra i 25-35 anni. Quando si dice che i giovani non bevono più, in realtà non è vero. Se il vino viene presentato in maniera diversa, i giovani lo apprezzano molto.

La cantina di Grosjean
Qualche esempio?
Abbiamo lanciato un aperitivo in vigneto con musica, dove la gente si siede sulle cassette che utilizziamo in vendemmia. È tutto molto semplice, ma piace e incuriosisce.
Qual è stato il riscontro di un’esperienza così “instagrammabile” in termini di ritorno sui social?
Funziona tantissimo. E crea un richiamo forte di presenze. Siamo partiti da una sessantina di persone a evento, nell’ultima edizione stavamo intorno alle 150 persone. Le foto e i video degli eventi che si svolgevano durante l’estate hanno avuto un ottimo esito pubblicitario.
Avete dunque sposato la stagione estiva, ma la Valle d’Aosta è molto gettonata anche d’inverno per il turismo legato allo sci. Voi come la gestite questa stagione?
Obiettivamente, funziona di più l’estate, ma ci stiamo impegnando con eventi nella nostra taverna, dove ci stanno 35-40 persone e che d’inverno ha il suo fascino, soprattutto quando organizziamo la musica live. E poi c’è la collaborazione con il comprensorio sciistico di Pila. Chi acquista uno skipass giornaliero o plurigiornaliero, hai in omaggio una degustazione Découverte. Probabilmente il ritorno potrebbe essere maggiore se andassimo noi direttamente nella località sciistica, a far provare i nostri vini. Vedremo nei prossimi anni cosa fare.

I vigneti esposti al sole

