Guidata dalla famiglia Ghezzi fin dal 1957, Camigliano sorge in una frazione di Montalcino e rappresenta un unicum per la sua conformazione. Si tratta di un borgo che vive insieme ai suoi vigneti. Le vigne circondano il paese e la tenuta presiede al centro, creando un’unica anima condivisa fra villaggio e azienda. Qui il vino non nasce solo dalla terra, ma dal legame profondo tra famiglia, comunità e tradizione. La produzione annua è di circa 330.000 bottiglie, tutte con certificazione biologica. La quasi totalità della produzione è rappresentata dal Brunello di Montalcino Docg, premiato quest’anno da Wine Spectator come primo Brunello nella top 100 dei vini italiani più prestigiosi (5° tra tutti i vini italiani). Oltre al vino, i progetti di sviluppo dell’enoturismo sono significativi e tra le esperienze più interessanti spicca quella di realizzare, all’interno di Camigliano e con la supervisione dell’enologo della cantina, il proprio vino Igt, secondo il gusto del wine lover. Questi e ulteriori sviluppi ci sono stati raccontati in quest’intervista da Silvia Ghezzi, esponente di terza generazione e responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione di Camigliano.
Come state gestendo l’accoglienza enoturistica?
Camigliano si distingue per i suoi ampi spazi immersi nella campagna di Montalcino, in un paesaggio unico e incontaminato che si prestano al 100% all’accoglienza enoturistica. Il borgo ha una caratteristica davvero speciale che lo distingue: le vigne abbracciano il paese, profondamente legato ai vigneti. Questo legame autentico con il territorio si percepisce fin da subito, regalando agli ospiti un’esperienza immersiva e genuina a chi lo visita. L’offerta enoturistica è ampia e in continua evoluzione, pensata per valorizzare il territorio e offrire esperienze autentiche e diversificate. Proponiamo diverse attività ed esperienze, tra cui wine tour, degustazioni di formaggi, wine brunch e tour nella natura anche in jeep, con l’obiettivo di destagionalizzare l’offerta e creare pacchetti esperienziali adatti a ogni periodo dell’anno.
Quali sono le vostre formule più distintive?
Offriamo visite guidate insieme al nostro enologo e attività immersive come “Enologo per un giorno”, durante la quale gli ospiti possono creare il proprio Sangiovese e IGT sotto supervisione esperta. Puntiamo molto anche nell’ambito dell’ospitalità: il borgo di Camigliano, con il suo fascino autentico, si presta perfettamente ad accogliere turisti in cerca di soggiorni rilassanti, a stretto contatto con la natura e la tradizione, sono disponibili spazi per chi vuole pernottare e vivere l’esperienza 360 gradi.
Avete in progetto anche un ristorante interno alla cantina?
Si tratta di un passo importante che ci piacerebbe realizzare per completare la nostra offerta. L’idea è quella di creare un ristorante capace di offrire un’esperienza enogastronomica completa, proponendo prodotti autentici del territorio, valorizzandoli attraverso abbinamenti con i nostri vini, per creare un percorso coerente e immersivo che racconti al meglio l’identità di Camigliano. Gli spazi sono già presenti all’interno del borgo: in passato ospitavano un locale e potrebbero essere riattivati e valorizzati in chiave contemporanea, mantenendo però il legame con la tradizione fondamentale per noi. Per questo progetto siamo attualmente alla ricerca di un partner che possa supportarci nello sviluppo e nella gestione, condividendo la nostra visione e contribuendo a dare vita a un’esperienza di qualità, capace di integrare tutti i servizi che desideriamo offrire ai nostri ospiti.

Qual è l’unicità di Camigliano?
Camigliano è intrinsecamente unica a partire dalla sua conformazione: un vero e proprio unicum. Il borgo si trova al centro dei vigneti che lo abbracciano completamente, creando un’unica anima. Qui il paese vive in simbiosi con i suoi vigneti, e questo legame si percepisce in modo immediato. L’unicità risiede anche nella sua storia, custodita e preservata nelle mura e negli edifici del borgo. Le origini sono antiche, risalenti all’epoca etrusca, con importanti sviluppi nel periodo medievale ancora oggi ben visibili e curati con grande attenzione. Questo permette agli ospiti di vivere un’esperienza autentica, immersi in un contesto storico suggestivo con affacci straordinari sulla campagna toscana. La nostra famiglia è sempre stata attenta a questo aspetto storico e di preservazione paesaggistica con il finanziamento di opere di restauro e di rigenerazione in varie parti del paese. Camigliano è inoltre un sogno, quello del “bisnonno”. Un sogno che ha coinvolto quattro generazioni della nostra Famiglia: la cura per il territorio, il rispetto della tradizione e la ricerca della qualità rappresentano un filo conduttore che abbiamo tramandato nel tempo e che adesso pervade la visione futura dei più giovani in famiglia. Un savoir-faire che guarda al passato ma allo stesso tempo è aperto all’innovazione. Negli anni si è formata una squadra di professionisti per la custodia di Camigliano e per la produzione della tenuta. Tutte le persone che lavorano con noi lo fanno perché hanno sposato il progetto. Vedere premiato il nostro lavoro da importanti riconoscimenti a livello internazionale ci riempie di orgoglio e ci porta a pensare che la visione di Walter, il bisnonno fosse una traiettoria da seguire con tenacia. Camigliano è, in definitiva, un luogo speciale che racchiude storia, bellezza toscana e una profonda cultura del vino, capace di offrire un’esperienza autentica e memorabile.
La scelta del metodo bio è premiante o penalizzante?
Assolutamente premiante. Per Camigliano, il biologico rappresenta una scelta lungimirante intrapresa già nel 2014, con un percorso di conversione concluso nel 2017 grazie all’ottenimento della certificazione ufficiale. Da allora, tutta la produzione è condotta nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’identità del territorio. Questa scelta nasce da una forte sensibilità della famiglia Ghezzi verso la sostenibilità e della preservazione del territorio: la posizione di Camigliano, circondata da boschi, crea infatti un equilibrio ideale che favorisce un’agricoltura biologica sana e protetta. Le vigne hanno tratto beneficio da questo mutato approccio agronomico, mostrando maggiore robustezza e salute. Oggi, la viticoltura biologica certificata di Camigliano è un elemento distintivo che si riflette in prodotto raccontando con eleganza una filosofia che mette al centro terra, sostenibilità e qualità.

Il borgo di Camigliano
Tra i vostri pacchetti c’è anche “crea il tuo Igt”. Come nasce l’idea e come sta andando? Ci sono clienti che hanno creato Igt che vi sarebbe piaciuto mettere in vendita?
L’idea nasce dalla volontà di rendere l’esperienza enoturistica sempre più immersiva e coinvolgente, andando oltre la semplice degustazione. Volevamo offrire ai nostri ospiti la possibilità di entrare davvero nel cuore del processo produttivo, vivendo in prima persona il lavoro dell’enologo. “Crea il tuo IGT” e “Enologo per un giorno” con la creazione del sangiovese, permettono infatti di cimentarsi nella selezione e nell’assemblaggio del Sangiovese, guidati dal nostro enologo, fino ad arrivare alla creazione di una propria etichetta personalizzata. È un’esperienza che unisce creatività, tecnica e divertimento, e che sta riscuotendo grande interesse, soprattutto tra appassionati e gruppi. I riscontri sono molto positivi: i partecipanti si appassionano, si mettono alla prova e spesso rimangono sorpresi dalla complessità e dalla precisione che questo lavoro richiede. Per quanto riguarda i risultati, sì, ci sono stati blend davvero interessanti, alcuni anche molto ben riusciti. Tuttavia, più che pensare alla messa in vendita, per noi il valore sta proprio nell’unicità dell’esperienza: ogni vino creato racconta la persona che lo ha ideato ed è pensato per essere un ricordo speciale, più che un prodotto commerciale.
Il brand Montalcino oggi nel mondo è più forte di prima, nonostante le difficoltà che stanno incontrando i vini rossi a livello di mercato?
Montalcino resta uno dei territori più riconosciuti e solidi a livello internazionale, un vero punto di riferimento per i grandi vini rossi italiani. Il valore del brand è costruito su una storia importante, su standard qualitativi molto elevati e su un’identità chiara, elementi che continuano a renderlo forte e credibile nel tempo. Montalcino dimostra la sua resilienza: il Brunello continua a essere percepito come un vino iconico, legato a momenti di qualità e a un consumo più consapevole. La forza del brand oggi sta anche nella capacità di evolversi senza perdere autenticità: maggiore attenzione alla sostenibilità, alla precisione stilistica e a un dialogo più diretto con il consumatore contemporaneo.

