Le opere di Chiara Rapaccini esposte a Monteverro

La cantina gioiello della Maremma ospita una collezione di sette sculture e tre “scatole vino” dell’artista che fu compagna di vita di Monicelli

di redazione
Le opere di Chiara Rapaccini esposte a Monteverro

Chi si fosse perso Monteverro durante l’estate, massimo momento enoturistico per la cantina che si trova praticamente sul mare di Capalbio, può rifarsi adesso perché c’è un’occasione particolare per visitarla. Si tratta di una collezione di sette sculture e tre “scatole vino”, esposte all’interno della cantina, di Chiara Rapaccini, artista e scrittrice, compagna di vita del regista Mario Monicelli.

Inaugurata il 16 settembre, l’esposizione che si concluderà il 2 novembre è stata ospitata da Monteverro in occasione di Arte&Vino, la rassegna curata da Maria Concetta Monaci e organizzata dall’associazione culturale Il Frantoio.

Chiara Rapaccini, in arte RAP, è una pittrice, scultrice, designer, illustratrice e scrittrice, dalla cifra ironica, irriverente e profondamente personale. Dopo le collaborazioni con Giulio Bensasson, Bruno Pellegrino, Davide Dormino, Elena Saracino e Matteo Nasini, Monteverro sceglie un’artista il cui legame con la Maremma affonda anche nella memoria familiare. “Ho sangue maremmano, mio nonno faceva olio e vino nella terra di Cecina”, racconta Rapaccini. “Creando opere per Monteverro, un angolo di paradiso tra Capalbio e il Tirreno, ho ripensato alle storie del mio babbo. Dall’unione benedetta di terra, mare e vino sono nati i miei “piccoli uomini e donne felici”, ebbri dei vini di Monteverro, vini che sanno di selvatico e sale marino”.

Sono sette le sculture protagoniste del progetto: piccoli personaggi – felici, pensosi, nomadi, amanti e traditori – realizzati in acrilico su legno riciclato e, in alcuni casi, poggiati su legni trovati sulle spiagge maremmane, ancora segnati dalla sabbia e assemblati con corde e chiodi.A queste si aggiungono tre “scatole vino” in legno dipinto, trasformate da semplici contenitori in piccoli scrigni di immagini, ricordi e pensieri. Un universo in miniatura nel quale il vino diventa pretesto per parlare di relazioni, leggerezza, memoria e territorio. «Mare, terra, arte, vino: il connubio perfetto che ha ispirato questa mia piccola mostra felice. Il sangue non mente”, conclude RAP.

Arte&Vino è uno dei tasselli di un percorso culturale più ampio della tenuta. Nel 2026 Monteverro ha inaugurato anche la collaborazione con Hypermaremma, ospitando L’Albero della Maremma di Azzurra Galatolo, installazione dedicata all’identità e ai contrasti del territorio. Un dialogo con la creatività che appartiene da tempo al DNA della cantina: dal 2017 il progetto “Etichette d’artista” coinvolge talenti contemporanei chiamati a reinterpretare periodicamente la veste grafica dei vini più giovani e freschi della tenuta. «Il vino per noi è un punto di partenza per aprirci a linguaggi e mondi diversi”, commenta il team di Monteverro. «Arte, musica, letteratura, cinema e design condividono con il vino la capacità di raccontare un territorio, evocare ricordi e creare emozioni. Accogliere le opere di Chiara Rapaccini significa continuare questo dialogo e offrire una chiave in più per scoprire Monteverro e la Maremma”.

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