Laddove un tempo c’erano solo paludi e condizioni di vita a dir poco dure, oggi operano una cantina di eccellenza e una destinazione cicloturistica di richiamo internazionale, grazie anche alla vicinanza con una località balneare e artistica come Caorle. Si tratta di Ca’ Corniani, appartenente a Leone Alato Group (sei brand e cinque tenute tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana. Il vino è solo una parte della produzione di quella che si impone come la più grande realtà agricola italiana). Qui è avvenuta, a metà Ottocento, la prima e più grande bonifica privata mai realizzata in Italia, con largo anticipo rispetto alle grandi opere pubbliche del Novecento. In pochi decenni quelle terre furono rese fertili e Ca’ Corniani divenne una grande azienda agricola e, insieme, una comunità organizzata, dotata di abitazioni e servizi per le famiglie che vi lavoravano. Nel mezzo della proprietà si trova il Campo delle Procurative, dove ogni anno nel giorno di San Martino si stabilivano gli accordi per l’anno successivo con i mezzadri. A pochi passi c’è l’Osteria, dal lato opposto troviamo un attrezzato centro di noleggio biciclette – i turisti visitano la cantina, lasciano le auto e salgono in sella alle bici per pedalare lungo la ciclabile tra le valli – e infine la storica cantina ottocentesca, oggi aperta ai visitatori. Ed è qui che abbiamo incontrato, in occasione di un Bike&Wine Press tour organizzato alla scoperta di Caorle e le sue destinazioni di turismo enogastronomico aderenti al progetto Tipicamente Caorlotto (marchio che valorizza le unicità di Caorle), l’hospitality manager di Ca’ Corniani, Luigi Bressan. Il quale ci ha raccontato l’offerta e l’evoluzione dell’incoming all’interno di questa realtà che profuma di mosto e di piccolo mondo antico.

Ingresso di Ca’ Corniani
NON SOLO VINO
“Dal 2019 – racconta Bressan – Ca’ Corniani ha intrapreso un nuovo percorso con il progetto Ca’ Corniani – Terra d’Avanguardia, che ha progressivamente aperto la storica tenuta al pubblico. Da circa quattro anni a questa vocazione si è aggiunta una vera e propria proposta enoturistica, articolata in visite guidate e percorsi di degustazione dedicati non soltanto al vino, ma anche alla birra e alle diverse referenze delle Tenute del Leone Alato. Le esperienze si svolgono prevalentemente su prenotazione, una scelta che permette di riservare agli ospiti attenzione, disponibilità e cura dei dettagli”.
Un ruolo centrale nell’esperienza di Ca’ Corniani è affidato al cicloturismo. La tenuta è infatti attraversata da oltre 30 chilometri di percorsi ciclopedonali, liberamente fruibili, che consentono di immergersi nella natura e di scoprire l’entroterra veneto, ancora meno conosciuto rispetto alle vicine località balneari dell’Adriatico. “Un’offerta – prosegue Bressan – che richiama numerosi visitatori non soltanto durante l’estate, ma anche in primavera e autunno, stagioni particolarmente apprezzate dai cicloturisti del Nord Europa per le temperature più miti. A loro Ca’ Corniani offre anche servizi dedicati, comprese docce e spazi funzionali alla sosta. Al termine dell’escursione, la cantina diventa così il naturale punto d’arrivo: un luogo dove fermarsi, rilassarsi e completare la scoperta del territorio attraverso una degustazione”.

La ciclostazione per il noleggio bici
TAPPA DI UN LUNGO VIAGGIO
Il pubblico che sceglie Ca’ Corniani è particolarmente eterogeneo, per età, provenienza e modalità di fruizione della tenuta. Una componente importante è rappresentata dalle famiglie con bambini, che prediligono i percorsi più brevi e accessibili, abbinando l’esperienza nella natura alla visita del borgo storico e a una successiva sosta in cantina. Ci sono poi le giovani coppie, indicativamente tra i 30 e i 40 anni, alla ricerca di un’escursione fuori porta o di un’esperienza alternativa durante un weekend o una vacanza nelle località del vicino litorale. Un altro segmento significativo è quello dei cicloturisti più esperti, spesso tra i 50 e i 60 anni, che arrivano a Ca’ Corniani con biciclette gravel nell’ambito di itinerari di più lunga percorrenza. La tenuta diventa in questo caso una tappa lungo viaggi che attraversano il Nord-Est italiano e si inseriscono in rotte cicloturistiche di respiro europeo. Non mancano infatti viaggiatori provenienti dal Nord Europa, diretti verso altre aree dell’Italia oppure impegnati in percorsi che proseguono verso est o verso la Francia. Ca’ Corniani intercetta così differenti forme di turismo lento: dalla semplice passeggiata in famiglia all’esperienza enoturistica, fino al viaggio su due ruote di più giorni. Ad accomunare questi pubblici sono soprattutto la ricerca della natura, la curiosità per territori meno battuti e la possibilità di unire attività all’aria aperta, cultura rurale e scoperta enogastronomica.

Un brindisi con i vini di V8+, linea sparkling di Tenute Leone Alato
CACCIA AL TESORO E USCITE IN KAYAK
La domanda enoturistica si sta orientando sempre più verso esperienze attive e personalizzate, capaci di andare oltre la tradizionale visita in cantina con degustazione. Una tendenza alla quale Ca’ Corniani risponde attraverso lo staff hospitality delle Tenute del Leone Alato, impegnato nello sviluppo di nuove formule per avvicinare il visitatore al vino, alla natura e al territorio. “Le proposte – racconta Bressan – spaziano dalle attività didattiche in vigna, pensate per conoscere direttamente varietà e caratteristiche dei vigneti, fino a esperienze più ludiche e sensoriali, come le cacce al tesoro. Non mancano modalità decisamente meno convenzionali per esplorare il paesaggio: la presenza del fiume permette, per esempio, di proporre escursioni in kayak, offrendo così una prospettiva differente sulla tenuta e sul suo ambiente naturale”. Un altro fronte in crescita è quello dell’abbinamento tra vino e gastronomia. Ca’ Corniani collabora con operatori locali della ristorazione per costruire cene ed esperienze sensoriali nelle quali i piatti della tradizione incontrano i vini. Il valore aggiunto è rappresentato dalla varietà delle etichette delle Tenute del Leone Alato: pur restando fisicamente in Veneto, il visitatore può compiere idealmente un viaggio attraverso differenti territori vitivinicoli italiani, ampliando l’esperienza oltre i confini della singola tenuta.

